Hai mai provato cosa si prova “a non sentirsi mai abbastanza”?

In questo articolo ho deciso di riportare la lettera che una mia paziente ha scritto a se stessa di qualche anno prima, per mettere nero su bianco la sofferenza provata fino a quel momento ma nello stesso tempo le risorse e la forza che successivamente è stata capace di ritrovare in se stessa durante il percorso fatto insieme.

Mi ha dato la lettera alla fine del nostro percorso terapeutico, dicendomi:

“Mi sarebbe tanto piaciuto ricevere una lettera simile qualche anno fa, quando pensavo che non sarei mai riuscita ad uscire dal mio “buio”, dalla mia rumorosa solitudine e sofferenza. Quando credevo che nessuno avrebbe potuto aiutarmi. Ma solo adesso ho capito che era la paura di fallire nuovamente a non farmi chiedere aiuto.
Di coraggio per chiederlo ce né voluto tanto, mi spiace non averlo fatto prima”.

Le sue parole mi hanno toccato profondamente, pertanto spero che questa lettera possa essere di aiuto a tutte quelle persone che come lei stanno attraversando un momento buio e credono che non ci sia via d’uscita.

Siamo più forti di quanto crediamo!

Sei più forte di quanto tu possa lontanamente immaginare e in te ci sono già tutte le risorse e la forza di cui hai bisogno per superare questo momento.

 

Cara me stessa,

Hai mai provato quella terribile sensazione di non sentirti “mai abbastanza”?

Mai abbastanza magra da piacere.

Mai abbastanza per essere la figlia che tua madre desiderava

Mai abbastanza per far rimanere tuo padre.

Mai abbastanza capace per diventare un’agonista nello sport.

Mai abbastanza intelligente per eccellere a scuola.

Mai abbastanza competente per sfondare nella professione dei tuoi sogni.

Mai abbastanza speciale per essere considerata la migliore amica di qualcuno.

Mai abbastanza bella per conquistare l’uomo che desideri.

Mai abbastanza perfetta per essere considerata dal tuo compagno la sola donna che vorrebbe al suo fianco. 

Sai cosa si prova? Come ci si sente?
Se lo sai, allora conoscerai talmente bene quel dolore che ti sembra quasi di riuscirlo a provare anche ora. 

In quei momenti in cui non ti senti “mai abbastanza”, il tuo cuore sembra smettere di battere, nello stomaco senti un grosso peso e una forte sensazione di calore che dal petto ti sale fino alla gola, dove il tuo respiro resta soffocato dal dolore di quel momento.

Provi a trattenere il più possibile le lacrime, ma non c’è la fai e silenziose iniziano a scendere ininterrottamente dai tuoi occhi strisciandoti le guance e qualcuna si ferma sulle tue labbra come per ricordarti quanto conosci bene il sapore dell’insuccesso.

E dopo un po che piangi poi qualcosa cambia!

Arriva quella sensazione improvvisa di vuoto allo stomaco, non è fame, perché se provi a soffermarti su quella sensazione ti accorgi che in realtà, dentro di te il vuoto lo senti ovunque, dalla testa fin giù le gambe.

Ti senti completamente svuotata di qualsiasi cosa bella, nonostante forse ne hai tante che ormai non riesci neanche più a vedere.

In quel momento è come se fossi fatta solo di aria, ti senti sospesa, immobile, inerme, senza vita, senza forza per reagire a quello stato di enorme frustrazione che vivi e rivivi continuamente e che sta struggendo il tuo cuore.

Senza la forza di reagire e gridare per trovare qualcuno che ti trovi perfetta così come sei, con i piccoli difetti che hai e che non possa fare a meno di te proprio perché “vai bene cosi come sei”.

Ogni tanto ti sembra di andar bene per qualcosa o per qualcuno ma dopo un po, quasi all’improvviso, quel qualcosa che stavi facendo non era niente di così importante e a chi credevi di andar bene, ti accorgi riesce facilmente a rinunciare a te, a lasciarti andare e a non fare niente per farti rimanere.

Immagino cosa stai pensando!

Possibile sia così difficile trovare qualcuno che farebbe di tutto per non perdermi?
Possibile non ho niente di così speciale per far rimanere qualcuno?

E succede che piano piano non sei più abbastanza neanche per te stessa!

E’ così che cominci a chiuderti, ad allontanarti sempre di più da chi ti è intorno. 

Per smettere di soffrire rinchiudi le tue emozioni in una scatola nera sotterrandola chi sa dove dentro di te, sperando che quelle emozioni non escano mai più fuori.

Così lentamente ti trasformi in un iceberg, per isolarti da ciò che ti fa male o potrebbe provocarti di nuovo dolore diventi di ghiaccio, fino ad accorgerti che le emozioni quasi non ti toccano e allora ti chiudi, ti congeli sempre di più rispetto il mondo esterno.

Questa sembrerebbe l’unica soluzione che ti permette di non crollare, di non sgretolarti quando qualcuno ti ferisce, quando qualcuno ti abbandona.

Potrebbe sembrarti la soluzione a tutte le tue sofferenze, ma senza accorgertene, in realtà non stai facendo altro che peggiorare la tua situazione.

Prima o poi, ti renderai conto che tutto ciò che hai intorno avrà perso importanza, non ci sarà più niente che ti fa soffrire ma neanche niente che ti farà sorridere. Ogni cosa avrà lo stesso insipido sapore, bella o brutta che sia, ti risulterà indifferente.

Non soffrirai è vero, ma non proverai neanche più gioia.

Le cose che prima ti piacevano, che ti facevano emozionare, adesso le fai come un robot perché le emozioni non le provi più. Le persone importanti intorno a te hanno perso valore, un loro abbraccio ti ritrova rigida e fredda perché a te ormai non ti tocca più niente.

Ti sembrerà di esserti salvata mentre stai soltanto morendo, dentro.
Vivrai senza dolore ma anche senza gioia e amore perché in questo modo otterrai solo un risultato, quello di rimanere sola!

Quindi, anche se difficile, prima che sia troppo tardi, prima che sia troppo difficile uscire dal tuo “congelamento emozionale”, prova e impara ad accettarti cosi come sei.

Impara ad essere felice per le cose belle che hai e accettare quelle che forse hai perso. Sentiti fiera per le sfide che hai vinto e non affannarti per rincorrere ciò di cui in realtà potresti tranquillamente fare a meno.

Impara a riconoscere chi veramente ti vuole bene, nonostante possa a volte per rabbia dirti il contrario ma poi alla fine per te c’è sempre e smetti invece di rincorrere e ammalarti per chi ti ha dimostrato che non ti vuole, accetta che non tutti devono per forza far parte della tua vita.

E se non riesci a fare tutto questo da sola, non vergognarti o non pensarci troppo a chiedere aiuto. Io l’ho fatto e ne sono felice.

Siamo fatti di carne e ora posso dire soddisfatta anche di emozioni, non siamo perfetti, invincibili e tantomeno immortali, quindi se ogni tanto nel corso della nostra vita cadiamo e facciamo fatica a rialzarci, non serve farsi mille problemi a chiedere una mano per tirarsi su.

Non serve separarsi dalle emozioni per non soffrire ma accettarle.
Vuoi mettere quanto sia più bello stare dentro un caldo abbraccio piuttosto che essere avvolte dal ghiaccio?

Queste sono le parole scritte da una giovane donna che non sentendosi all’altezza del mondo che aveva intorno, per via del suo passato, ha iniziato a chiudersi in se stessa, a sopprimere i suoi bisogni e le sue emozioni.

Ha iniziato a ridurre le sue porzioni di cibo fino a smettere di mangiare, inizialmente pensando che dimagrendo e conformandosi maggiormente alla società che la circondava, potesse riuscire finalmente a sentirsi all’altezza del mondo, a sentirsi finalmente “abbastanza” per qualcuno.

Ma poi senza accorgersene oltre che dal cibo si era separata anche dalle emozioni e da qualsiasi relazione potesse suscitarne, ottenendo così, esattamente il contrario di quello che desiderava realmente: la solitudine.

Le sue parole probabilmente ti suoneranno simili a quelle di tante persone che alle spalle hanno una storia fatta di separazioni, abbandoni, rifiuti, delusioni e sofferenza.

Persone che nonostante hanno provato a lottare, vedendo comunque che ne uscivano sempre sconfitte, hanno pensato che una soluzione potesse essere separarsi da tutto ciò che secondo loro gli faceva provare dolore: le emozioni.

Se ti sei rispecchiata nelle sue parole, se stai vivendo i suoi stessi momenti, se pensi che quella donna potresti essere tu, non affrontare tutto questo da sola.
Chiamami, insieme sarà più facile superare questi momenti. In due il peso dei pensieri è più leggero.

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