Articoli

Ancora ti chiedi perché la vostra storia d’amore è finita?

Nei primi tempi della vostra storia d’amore è stato tutto bellissimo, non vedevate l’ora di vedervi, non facevate altro che sentirvi al telefono o scrivervi messaggi dolci, cercavate di stare insieme più tempo possibile, facevate l’amore quasi ogni giorno.

La passione era alle stelle, ogni occasione era buona per coccolarvi o iniziare un gioco erotico che poi finivate facendo l’amore.

E’ si, proprio da farfalle nello stomaco!

Poi senza quasi accorgervene si è insinuata la quotidianità, le piccole abitudini e la routine che ha ucciso la passione e alla lunga ha logorato la vostra relazione.

Ecco arrivare la crisi della coppia!

Certo, suppongo che la vostra crisi di coppia non sia stata determinata da un singolo evento, o meglio forse può esserci stato un evento scatenante (un tradimento, un aborto, un licenziamento, ecc.) che vi ha destabilizzato, portando alla luce delle criticità già presenti nel vostro rapporto.

Quindi la vostra crisi, non è stata determinata solo da quello specifico evento scatenante, ma molto probabilmente da una combinazione di fattori che si sono protratti nel tempo fino a logorare, senza quasi rendervene conto, la vostra vita di coppia.

Non senti più le farfalle nello stomaco, al loro posto ormai c’è solo un vuoto che sembra diventare sempre più grande.

A volte ti sembra invece di mandare giù un grosso masso. Un masso rappresentato dalle parole non dette per paura di discutere, dai bisogni repressi perché ormai incapaci di esprimerli, dalla pesantezza del clima relazionale, dal disagio e dalla consapevolezza che la relazione non funziona più, e dalle lacrime per la sensazione d’impotenza di non riuscire più a cambiare da soli il vostro rapporto.

“Ma come è potuto succedere?”

Ti chiederai: “Eppure sembrava che andassimo così d’accordo!”

Be, un problema potrebbe essere proprio questo!

Lo sai che in molti casi la mancanza di momenti di forte conflittualità, di piccole crisi o di sano confronto, è proprio alla base di una crisi di coppia?

Una dinamica relazionale, infatti, molto presente nella coppia, è quella in cui si tende a compiacere il partner anche quando ciò significa rinunciare a esprimere le proprie idee, gusti e bisogni.

Ovviamente possono essere diverse le cause che portano a una dinamica di questo genere.

Vediamo se ti riconosci in una di queste:

  • Non affronti eventuali comportamenti dell’altro che ti feriscono o infastidiscono evitando di dire o fare qualcosa per paura di urtare il tuo partner o di un eventuale conflitto con lui.
  • Compiaci il tuo partner per una tua scarsa autostima, per il bisogno di dare un’immagine positiva di sé e di corrispondere alle aspettative altrui per sentirsi accettati.
  • Hai tratti ansiosi che comportano il bisogno di mantenere il controllo sulle reazioni del tuo partner assecondandolo su ogni cosa.
  • Non ti lasci mai prendere dalle emozioni negative per pregiudizio culturale viene socialmente imposto che la rabbia è un sentimento che va represso e quindi la soffochi.

Nel tempo però, questo tipo di atteggiamento, non fa che impoverire la tua capacità di esprimerti, facendoti sentire sempre di più in una gabbia, in un clima di assenza di libertà che produce frustrazione e risentimento.

Insomma, tutti elementi di un malessere che, non trovando sfogo, nonostante il desiderio di cambiamento e i tentativi falliti per risolvere i problemi, con il tempo si è alimentato trasformandosi in qualcosa di sempre più complicato.

Spesso, infatti, questi tentativi riparatori, si trasformano in dinamiche ripetitive che invece di risolvere il problema, continuano ad alimentarlo trasformandolo in qualcosa di sempre più complesso.

Per questo è importante agire in modo da evitare che si instaurino queste dinamiche negative.

In moltissimi casi, quindi, non sono grandi catastrofi a far morire la passione e mandare la coppia in crisi, ma delle dinamiche ripetitive e negative, che si trasformano in una specie di “cattive abitudini” che con il tempo, minano le fondamenta del vostro rapporto portando al crollo della coppia.

 

Tra queste, oltre a quelle di cui abbiamo appena parlato, possiamo trovarne delle altre:

  • All’inizio della storia, si ha voglia di stare e fare ogni cosa insieme.
    In questo modo però, si rischia di instaurare e abituarsi ad un legame simbiotico, caratterizzato da un comportamento di stretta dipendenza tra i due partner, ai quali vengono a mancare gli spazi individuali.Questo prima o poi porta a perdere di vista sé stessi e i propri obiettivi personali, con il risultato che piano piano il partner, oltre a sentirsi soffocato, non riuscirà più a vedere la persona di cui si è innamorato.
  • La routine e la pigrizia del darsi per scontati che con il tempo si insinuano nel rapporto di coppia. Dopo diversi anni che si sta insieme, molte persone tendono a dare per scontato il proprio partner e i suoi sentimenti, pensando che non serva e non ci sia il bisogno di sedurre, di avere attenzioni particolari, fare qualche gesto romantico o di ritagliarsi dello spazio e del tempo per stare o fare qualcosa insieme. Purtroppo nell’amore, l’indifferenza o il darsi per scontati, porta al “non amore”.
  • La gelosia è positiva nella coppia, se contenuta. Quando invece, è provocata in uno dei due partner, dall’insicurezza e dalla paura di essere abbandonato, diventa una pulsione negativa che porterà a logorare la fiducia tra i due partner.
  • Gli egoismi di uno o entrambi i partner rispetto il voler avere sempre ragione oppure la pretesa che le proprie esigenze siano sempre assecondate, senza curarsi o cercare di comprendere i bisogni del partner. Escludendo così la possibilità di arrivare ad un compromesso.
  • Le intromissioni in una coppia, da parte della suocera, degli amici o dei parenti, potrebbero influenzare negativamente i partner creando dubbi nella coppia, sui fatti o sul loro rapporto, che solo la coppia stessa conosce davvero bene. Dovrebbe spettare solo alla coppia prendere decisioni o fare il punto della situazione, mentre in alcuni casi ci si lascia influenzare dagli altri.
  • La mancanza di sincerità nei confronti del nostro partner o di onestà verso i nostri bisogni, desideri, pensieri e sentimenti, possono essere dannose per il rapporto. Infatti, la mancanza di sincerità, quindi le piccole o grandi bugie che diciamo al nostro partner, se scoperte possono portare ad una perdita della fiducia; mentre, la mancanza di onestà verso sé stessi, rischia di farci ritrovare a vivere una relazione che non desideriamo.
  • Quando, sbagliando, pensiamo di sapere come si sente, cosa pensa, vuole e ha bisogno il nostro partner invece di chiederglielo direttamente e ascoltarlo.
  • In alcuni casi, ci dimentichiamo che una coppia è formata da due persone indipendenti. Uno dei due partner tende a basare sull’altro tutta la propria vita, affidandosi e appoggiandosi completamente ad esso, pensando che da solo non è in grado di farcela.

In questo modo però, si genera un legame di dipendenza, che rischia di bloccare la nostra crescita individuale, dato che non riusciamo più a vederci come individui autonomi, ma solo come parte di una coppia, adagiandoci sulla sicurezza che “tanto c’è l’altro”.

Ti sembrerà strano, ma nella vita di una coppia, è importante e può considerarsi fisiologico, che ci siano delle piccole crisi, ovviamente circoscritte nel tempo.

La quotidianità a volte è difficile, il confronto delle idee a volte faticoso, condividere le scelte o prendere decisioni importanti non è sempre semplice, per questo l’accordo e la mediazione in una coppia spesso richiedono passaggi difficili e faticosi oppure rinunce dolorose da parte di uno o di entrambi i partner.

Ma tutto ciò, ha lo scopo di portare la coppia a una sana conflittualità, che cerca di trovare un equilibrio che possa permettere una buona e duratura convivenza dei due partner, nonostante abbiano idee proprie e modi di fare e atteggiamenti diversi.

Chi non ha mai avuto paura di essere abbandonata?

Immagino che sicuramente conoscerai le sensazioni che derivano dall’essere lasciata, abbandonata, quella frattura che sembra spezzi la tua vita in due, lasciandoti a metà, confusa e con un enorme vuoto che in quel momento sembra non poter essere colmato con niente.

Nessuna cosa o persona sembra riesca a curare quell’enorme ferita che ti è stata fatta, e che in tutti i modi cerchi di medicare… ma continua a bruciare, a fare male.

E intanto il tuo umore peggiora sempre di più, diventi triste, apatica, non hai voglia di vedere nessuno (anche se sai ti farebbe bene), ti senti sempre stanca, senza forze e senza fiducia.

E poi però!

Quando finalmente ti decidi di riprovare a iniziare una nuova relazione, nella tua testa le domande sono sempre le stesse: “Quanto durerà?”. “Gli importerà veramente di me o sono solo di passaggio?”, o ancora “Come faccio a sapere che non mi lascerà per qualcuna migliore di me?”.

Be, sono sicura, che anche tu ti sarai posta qualche volta queste domande all’inizio o nel bel mezzo di una relazione avendo paura di essere abbandonata di nuovo!

No! Non ho questa sicurezza perché penso che tu sia una persona debole, insicura, fragile e bla bla bla… ma semplicemente perché, forse non lo sai, il senso d’abbandono è un sentimento innato dell’essere umano, è una reazione naturale alla perdita di un legame affettivo importante (una relazione famigliare, sentimentale o anche un’amicizia) ed è presente fin dalla nascita proprio perché ha una funzione ben precisa.

Appena nasciamo, infatti, la nostra sopravvivenza dipende in tutto e per tutto dalla persona che si prende cura di noi, e proprio per questo motivo, la natura ci ha fornito la “capacità” di soffrire se veniamo “staccati” da chi ci fornisce queste cure, e ciò per permetterci di sopravvivere, per motivarci a ricercarne la vicinanza e aumentare così le probabilità di poter rimanere in vita.

Però mi raccomando, fai attenzione!

Il senso di abbandono è un sentimento naturale se sorge dopo la fine di un legame affettivo, se invece si presenta senza un motivo reale, allora potrebbe diventare un problema vero e proprio.

Alcune persone, infatti, possono sviluppare la paura di essere abbandonati anche quando non lo sono. Anche in assenza di prove, queste persone, sentono che il loro partner prima o poi le lascerà.

Purtroppo però, l’aspettarsi tale esito, porta queste persone ad essere continuamente allerta e alla ricerca di prove che vanno a confermare la loro convinzione, e ciò senza accorgersene, va a provocare la fine della relazione stessa.

Il perché tutto ciò accade, può collegarsi alle esperienze d’attaccamento vissute durante l’infanzia e l’adolescenza, e fondamentalmente a tre diversi fattori:

  • Il temperamento o meglio il carattere che si ha da bambini.
    Infatti, ci sono alcuni lati del temperamento che possono portare a sviluppare una maggiore o minore sensibilità all’abbandono o a percepire in modo più o meno intenso il distacco.
  • Il modo di relazionarci con gli altri, che ci costruiamo in base al tipo di rapporto che abbiamo avuto con le nostre figure di riferimento fin da bambini, e sarà quello che determinerà una maggiore o minore fiducia nelle relazioni che instaureremo da adulti.
  • Il fattore psicologico che praticamente riguarda il modo in cui da bambini interpretiamo i gesti messi in atto dai nostri genitori e le determinate emozioni che ne seguono.

Indipendentemente dal fattore per cui tu abbia sviluppato il senso di abbandono, sai bene che è un sentimento difficile da gestire, e ti porta a non fidarti dell’amore che prova per te il tuo partner, a percepirlo poco presente o coinvolto anche quando non è vero. Giusto?

Posso immaginare le domande che ti fai: “Gli piacerò veramente?”. “Se gli importa di me perché non è più presente?”. “Cosa accadrà se conosce qualcuna più interessante di me?” o ancora “Come faccio a sentirmi sicura se non è presente come vorrei?”.

Hai mai pensato che senza accorgertene forse potresti essere proprio te a mettere in atto dei comportamenti che potrebbero aggravare ulteriormente la tua paura dell’abbandono? Be, effettivamente a volte è proprio così.

Sono principalmente 4 i comportamenti “sbagliati” che senza rendertene conto, potresti mettere in atto nelle relazioni, spinta dalla paura di essere abbandonata.

1. Scelta di partner poco affidabili

Spesso coloro che sono convinti che le relazioni siano instabili, finiscono per instaurare legami proprio con persone instabili, incapaci di impegnarsi in una relazione durevole ed emotivamente inaffidabili.

Sono spinti verso questo tipo di individui perché inconsapevolmente, li riconoscono come più simili all’immagine della figura di riferimento che si sono costruiti nell’infanzia.

Ovviamente, la scelta di persone inaffidabili e poco accessibili, si trasforma in un circolo vizioso, che tiene viva la percezione di una relazione instabile e di conseguenza amplifica la paura dell’abbandono.

2. Comportamento di evitamento

Un secondo comportamento disfunzionale che viene adottato nelle relazioni è quello di evitamento, cioè decidere di non legarsi sentimentalmente agli altri.

Molte persone che hanno paura di essere abbandonate, evitano di legarsi agli atri, conducendo una vita in solitudine o instaurando relazioni in cui sono poco affettuosi, poco empatici, indifferenti ai bisogni e a gran parte delle richieste del partner che viene poco incluso nella vita sociale (cerchia di amici, familiari, ecc).

“Se non mi lego, quando la storia finirà non soffrirò molto”, questa è la frase che infatti solitamente passa nella mente di queste persone.

Gestire le relazioni in modo così distaccato, naturalmente però prima o poi, porterà l’altro partner a distaccarsi, poiché non sentendosi amato, potrebbe decidere di chiudere la relazione.

3. Comportamento d’ipercompensazione

Un altro tipo di comportamento disfunzionale, messo in atto da persone che possono apparire come molto possessive, è quello d’ipercompensazione che consiste nel controllare tutti gli spostamenti del partner per accertarsi che non stia facendo niente di dannoso o scorretto, ciò con lo scopo di impedire l’insorgere della paura dell’abbandono o l’abbandono vero e proprio.

“Se controllo il mio partner, non mi potrà tradire, né fare niente di male”, questo solitamente pensano le persone che mettono in atto un comportamento ipercompensatorio.

Ovviamente, anche in questo caso, l’altro partner, sentendosi soffocato perché continuamente controllato ma anche non creduto, potrebbe decidere veramente di interrompere la relazione stessa.

4. Comportamento di resa

Infine c’è il comportamento di resa che consiste appunto nell’arrendersi nei confronti dell’abbandono. Colui che ha paura di essere abbandonato, si comporta da vittima, da abbandonato con il solo scopo di convincere l’altro partner a non abbandonarlo e quindi a cessare l’abbandono: “Se gli faccio vedere come mi sento quando vuole lasciarmi, smetterà di farlo e troverà un’altra soluzione per non farmi soffrire”.

Naturalmente, anche in questo caso, l’obiettivo è fare di tutto per non sentirsi o essere abbandonati, ma tuttavia, i comportamenti di resa producono due esiti negativi.

Il primo è che per il partner, alla lunga, potrebbe essere difficile contenere e capire questi comportamenti. Il secondo è che, comunque sia, l’ansia d’abbandono rimarrà stabile, poiché le azioni dell’altro partner confermano l’idea che ci sia veramente sempre la possibilità di essere abbandonati.

Ciò che ho appena scritto, sta a dimostrare come questi comportamenti che sono mirati a evitare l’ansia di abbandono, in realtà non fanno altro che rinforzarla ulteriormente, mantenendo viva la sensazione e la convinzione che le relazioni siano qualcosa che prima o poi finisce generando un forte dolore e che quindi sia necessario rimanere sempre attenti e vigili.

Be è vero!

Le relazioni possono finire e si può essere abbandonati, ma sicuramente non è con i comportamenti che ho appena descritto che puoi riuscire a far durare un rapporto di coppia e ad eliminare la paura e la possibilità di essere abbandonata.

E ovviamente non puoi neanche rimanere sempre vigile e attenta mentre vivi una relazione, altrimenti rischi di vivere in apnea, e quindi di non vivertela affatto.

Naturalmente però, esistono modi e comportamenti che permettono ad una coppia di durare nel tempo e diminuiscono la paura dell’abbandono…

Ti domandi quali siano?

Contattami, usa la chat, mandami un’email o un sms e entro poco tempo risponderò alle tue domande… vediamo cosa posso consigliarti per diminuire questa tua paura di essere abbandonata e migliorare il rapporto con il tuo partner.